COUS COUS AL PESTO DI RUCOLA E MENTA

Oggi la mia proposta è un profumato e colorato piatto di cous cous risultato di una abbinamento un po’ insolito con un pesto di rucola e menta. Ma andiamo con ordine…

Nuovo appuntamento con lo #scambioricette tra bloggalline e per questo mese di aprile il destino mi abbinata ad un nuovo blog che non conoscevo Saltando in padella il foodblog di Elena. Devo confessare che ho avuto il mio da fare a decidere quale delle sue ricette rifare ma alla fine ho deciso di preparare il suo cous cous al pesto di rucola e menta perchè mi intrigava un abbinamento che non avevo mai provato.

Beh devo dire che ne sono stata davvero entusiasta! Il cous cous così condito è davvero profumatissimo;  l’abbinamento con i peperoni grigliati poi è azzeccatissimo perchè aggiungono una nota croccante e carnosa e le quenelle di ricotta profumata aggiungono cremosità al tutto. Insomma grazie allo scambio di ricette e ad Elena anche questa volta ho scoperto una ricetta favolosa 🙂

COUS COUS AL PESTO DI RUCOLA E MENTA

Ingredienti:

  • un mazzetto di rucola fresca
  • un mazzetto di menta fresca
  • 2 – 3 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 2 cucchiai di pinoli (io ho fatto a metà con delle mandorle spellate)
  • 150 gr di cous cous precotto
  • 2 peperoni grigliati (1 rosso e 1 giallo)
  • 150 gr di ricotta vaccina
  • olio EVO – sale

Lavate e asciugate la rucola e la menta, unite i pinoli , il parmigiano passate al tritatutto e pian piano aggiungete l’olio EVO e un pizzico di sale fino; regolatevi con le dosi in modo da ottenere un composto cremoso.

Grigliate i peperoni che avrete mondato, pulito e tagliati a falde, conditeli con olio e sale fino e metteteli da parte.

Ora preparate il cous cous facendolo rinvenire in acqua bollente seguendo le istruzioni sulla confezione; di solito si mette la dose in parità di acqua bollente e cous cous precotto e poi si aggiunge un cucchiaio di olio EVO. Trascorso il tempo di riposo il cous cous dovrebbe essere rinvenuto gonfiandosi e diventando morbido; allora sgranatelo con una forchetta e conditelo con il pesto fresco.

Condite la ricotta che avrete precedentemente setacciato, aggiungendo un pizzico di sale fino, un filo di olio EVO, un cucchiaio di parmigiano grattugiato e qualche foglia di menta tritata grossolanamente.

E’ arrivato il momento di impiattare mettendo il cous cous sul piatto da portata e aggiungendo sopra i peperoni grigliati tagliati a listarelle e accostando al tutto delle quenelle di ricotta condita.

CRESPELLE AL RADICCHIO TREVIGIANO

Oggi vi propongo un classico, le crespelle salate che in questo caso ho farcito con del radicchio trevigiano tardivo; a me piacciono molto perchè sono buone, versatili e comode e poi sono pratiche perchè si possono preparare in anticipo e poi gratinare poco prima di portare in tavola.

Ormai siamo ufficialmente entrati nella primavera e per il radicchio trevigiano tardivo siamo quasi a fine stagione; infatti, questo pregiato dono della natura e di sapienti mani che lo coltivano, si può consumare in tutto il suo splendido sapore da dicembre ad aprile inoltrato, a maggio qualche gambo ancora circola nei negozi di frutta e verdura ma siamo proprio agli sgoccioli…

Vi siete mai chiesti come si fa ad ottenere un gambo di radicchio così bello, croccante e bianco?  Bene, tutto il merito va al processo di sbiancamento, ma iniziamo dal principio… il radicchio trevigiano si semina in estate e poi si trapiantano le piantine appena raggiungono un’altezza di circa 8 cm. Con l’arrivo delle prime brinate di novembre le piantine perdono le foglie esterne  e da questo momento in poi sarà il momento di raccoglierle e di iniziare il processo di sbiancamento che non avviene con prodotti chimici ma soltanto con acqua fresca di risorgiva che di solito non supera mai i 10/15 gradi. Le piantine di radicchio vanno poste in dei vasconi di cemento dove rimarranno immerse in acqua corrente di risorgiva senza che però che questa bagni le foglie; qui rimangono per circa 20/25 giorni. A questo punto le piantine vanno ripiantate in un terreno sabbioso sotto serre con temperature controllate intorno ai 18/20 gradi dove vegeteranno nuovamente per 4/5 giorni, solo allora verranno nuovamente raccolte e mondate,  per arrivare ad ottenere il prodotto che tutti noi apprezziamo. Ecco così spiegato il motivo del costo del radicchio trevigiano tardivo igp, il tempo e le mani che lavorano….

 CRESPELLE AL RADICCHIO TREVIGIANO

Ingredienti:

per il ripieno:

  • 3 grossi cespi di radicchio trevigiano tardivo
  • 1 scalogno
  • parmigiano reggiano grattugiato
  • olio EVO – sale

per le  crespelle:

  • 2 uova
  • 120 gr di farina 00
  • 300 ml di latte
  • sale – burro

per la besciamella:

  • 500 ml di latte
  • 50 gr di farina 00
  • 50 gr di burro
  • sale – noce moscata

Per prima cosa preparate le crespelle, versate le uova in una ciotola, sbattetele con una frusta ed aggiungete poco per volta la farina e poi diluite pian piano con il latte, regolate di sale e mescolate bene e lasciate riposare per una ventina di minuti. Trascorso il tempo scaldate la padella antiaderente ungete il fondo con un poco di burro e poi versate il composto per le crepes con un mestolo cercando di fare aderire bene su tutta la superficie; cuocete le crepes per un minuto circa per lato. Ripetete l’operazione fino al termine del composto, mettete da parte e lasciate raffreddare. Con queste dosi otterrete 8 crespelle utilizzando una padella di circa 20 cm di diametro.

Ora preparate il ripieno stufando il radicchio; mettete a soffriggere lo scalogno tritato in una pentola con un filo di olio EVO, aggiungete il radicchio che avrete mondato, lavato e tagliato a pezzi piccoli, regolate di sale e lasciate cuocere per una decina di minuti finchè il radicchio sarà ben appassito, lasciate raffreddare e nel frattempo preparate la besciamella.

Prelevate un bicchiere di latte dal totale, unitelo alla farina e con una frusta a mano formate una cremina senza grumi; pian piano versatela nel rimanente latte che avrete messo a scaldare sul fornello, aggiungete il burro, il sale e una grattuggiatina di noce moscata e portate a bollore mescolando in continuazione. Lasciate bollire per qualche minuto in modo che la farina si cuocia e poi spegnete la fiamma.

Adesso iniziamo ad assemblare il tutto. Aggiungete al radicchio un terzo della besciamella e un paio di cucchiai di parmigiano grattugiato, mescolate bene e poi iniziate a distribuirlo nelle crespelle, arrotolatele oppure chiudetele a mezzaluna o a triangolo a vostro gusto, disponetele in una pirofila con qualche fiocchetto di burro. Quando avrete farcito tutte le crespelle copritele con la besciamella e spolveratele di parmigiano; mettete in forno a gratinare e servite ben caldo.

VELLUTATA DI FAGIOLI ROSSI E CAROTE

La vellutata di fagioli rossi e carote è una minestra di legumi  molto gustosa, ricca di fibre, sali minerali e proteine vegetali, perciò un vero toccasana per la crescita e la rigenerazione del nostro corpo.

Da buona veneta capirete che la minestra di pasta e fagioli in famiglia è uno dei piatti della tradizione regionale che amiamo di più anche perchè si può iniziare a mangiarla già in tenera età soprattutto se, per esigenze di deglutizione e di praticità, ai bimbi si propone una versione in crema passata al passaverdure con l’aggiunta poi di piccola pastina. Capirete perciò il perchè della mia scelta quando, curiosando tra le ricette del blog di Daniela ho trovato questa vellutata di fagioli rossi e carote.

Nel suo blog Daniela ha tante ricette vegetariane ma non per questo non invitanti, anzi direi che molte sono veramente stimolanti e fanno venire voglia di provare un tipo di alimentazione diversa da quella che solitamente si segue senza comunque trascurare il lato appetitoso della cosa.

E così, grazie allo scambioricette tra bloggalline, oggi vi propongo la vellutata di fagioli rossi e carote, buona profumata e molto “confort food”

VELLUTATA DI FAGIOLI ROSSI E CAROTE

Ingredienti

  • 200 gr di fagioli rossi secchi
  • 3 carote
  • 1 scalogno
  • 800 gr di brodo vegetale
  • sale – pepe – alloro – parika (facolt.)
  • semi di sesamo – olio EVO

Mettete i fagioli secchi in ammollo la sera prima, poi il mattino seguente scolateli e risciacquateli; in una pentola a bordi alti fate appassire lo scalogno tagliato a pezzetti assieme alle carote, aggiungete i fagioli rossi, l’alloro, il brodo vegetale e lasciate cuocere per circa 1 oretta (se fate come me e usate la pentola a pressione basterà circa mezz’ora).

Quando i fagioli saranno cotti riducete tutto in purea con un passaverdure oppure con un mixer ad immersione e se vi piace trovare qualche fagiolo intero quando mangiate la vellutata, ricordatevi di tenerne da parte per aggiungerli poi. Ora regolate di sale, e profumate con la paprika.

Servite ben caldo con un filo d’olio EVO  accompagnato da crostini e spolverato con semi di sesamo.

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