VELLUTATA DI FAGIOLI ROSSI E CAROTE

La vellutata di fagioli rossi e carote è una minestra di legumi  molto gustosa, ricca di fibre, sali minerali e proteine vegetali, perciò un vero toccasana per la crescita e la rigenerazione del nostro corpo.

Da buona veneta capirete che la minestra di pasta e fagioli in famiglia è uno dei piatti della tradizione regionale che amiamo di più anche perchè si può iniziare a mangiarla già in tenera età soprattutto se, per esigenze di deglutizione e di praticità, ai bimbi si propone una versione in crema passata al passaverdure con l’aggiunta poi di piccola pastina. Capirete perciò il perchè della mia scelta quando, curiosando tra le ricette del blog di Daniela ho trovato questa vellutata di fagioli rossi e carote.

Nel suo blog Daniela ha tante ricette vegetariane ma non per questo non invitanti, anzi direi che molte sono veramente stimolanti e fanno venire voglia di provare un tipo di alimentazione diversa da quella che solitamente si segue senza comunque trascurare il lato appetitoso della cosa.

E così, grazie allo scambioricette tra bloggalline, oggi vi propongo la vellutata di fagioli rossi e carote, buona profumata e molto “confort food”

VELLUTATA DI FAGIOLI ROSSI E CAROTE

Ingredienti

  • 200 gr di fagioli rossi secchi
  • 3 carote
  • 1 scalogno
  • 800 gr di brodo vegetale
  • sale – pepe – alloro – parika (facolt.)
  • semi di sesamo – olio EVO

Mettete i fagioli secchi in ammollo la sera prima, poi il mattino seguente scolateli e risciacquateli; in una pentola a bordi alti fate appassire lo scalogno tagliato a pezzetti assieme alle carote, aggiungete i fagioli rossi, l’alloro, il brodo vegetale e lasciate cuocere per circa 1 oretta (se fate come me e usate la pentola a pressione basterà circa mezz’ora).

Quando i fagioli saranno cotti riducete tutto in purea con un passaverdure oppure con un mixer ad immersione e se vi piace trovare qualche fagiolo intero quando mangiate la vellutata, ricordatevi di tenerne da parte per aggiungerli poi. Ora regolate di sale, e profumate con la paprika.

Servite ben caldo con un filo d’olio EVO  accompagnato da crostini e spolverato con semi di sesamo.

RISOTTO AI FUNGHI CON SALSICCIA

Oggi vi propongo il risotto ai funghi con salsiccia, buono e profumato, sapido al punto giusto grazie alla salsiccia e allo stesso tempo con qualche tocco delicato dato dai funghi trifolati, insomma un piatto davvero da provare.

Quelli di voi che mi seguono anche su Facebook lo sanno già, da poco più di un mese sono a casa, agli arresti domiciliari  senza colpa alcuna se non quella di aver avuto la necessità di fare un piccolo interventino di correzione ad un piede, con la conseguente immobilizzazione dello stesso e la successiva deambulazione guidata da un tutore. Nulla di grave, per carità, ma per una come me abituata ad essere autosufficiente su tutto e attiva da mattina a sera la cosa inizia a diventare pesante…

Di positivo c’è il fatto che alla fine di questa avventura chirurgica potrò riprendere le mie belle passeggiate lungo le rive e attraverso le campagne del paese, per il resto una noia mortale! Ho impegnato il tempo in cui sono stata obbligata a rimanere seduta sul divano rispolverando vecchi hobbies, come il lavoro a ferri e all’uncinetto producendo sciarpe e presine come se non ci fosse un domani, ma ora non vedo l’ora di tornare alla mia libertà.

Altro risvolto positivo è il fatto che, con calma e pazienza, riesco a programmare il pranzo e la cena, e a preparare piatti che riesco poi a fotografare con la meravigliosa luce del mattino che mi illumina la zona pranzo, e così oggi vi propongo il risotto ai funghi con salsiccia.

RISOTTO AI FUNGHI CON SALSICCIA

Ingredienti:

  • 200 gr di funghi chiodini trifolati
  • 1 salsiccia
  • 300 – 350 gr di riso vialone nano o carnaroli
  • 1,5 lt circa di brodo vegetale
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco
  • 1 piccolo scalogno
  • prezzemolo
  • una noce di burro
  • olio extravergine d’oliva – sale

Iniziamo con il soffriggere lo scalogno tritato finemente nell’olio ben caldo in una capace pentola a bordi alti; dopo alcuni minuti unite la salsiccia privata della pelle esterna e leggermente sgranata, mescolate cercando di sbriciolare la salsiccia il più possibile, lasciate rosolare e appena il tutto si sarà asciugato un pochino bagnate con il vino bianco.

Lasciate sfumare il vino per qualche minuto, poi unite i funghi trifolati e da ultimo il riso che farete tostare a fiamma bella vivace per qualche minuto; adesso bagnate con un paio di mestoli di brodo vegetale e continuate la cottura a fiamma medio alta bagnando il riso in continuazione.

Qualche minuto prima che il riso sia completamente cotto alzate la fiamma e portate il risotto alla giusta consistenza, perciò  togliete dal fuoco, mantecate con una noce di burro ed insaporite con una manciata di prezzemolo tritato.

Servite ben caldo e a piacere aggiungete una bella spolverata di parmigiano grattugiato.

CHIACCHIERE DI CARNEVALE del maestro Massari

Chiacchiere, frappe, crostoli, cenci, galani, oppure… boh! ditemi voi con quali altri nomi vengno chiamati queste impalpabili e croccanti sfoglie fritte e spolverate di zucchero a velo; il nome più comune è chiacchiere di carnevale ma noi qui a Venezia li chiamiamo galani.

A Venezia il carnevale è una cosa seria, si sa e non c’è cucina che si rispetti che almeno per il giovedì grasso non odori di fritto. “Xè zioba grasso e tutte e bocche licca” dice un vecchio proverbio veneziano che tradotto significa “E’ giovedì grasso e tutte le bocche leccano” nel senso che tutti gustano i caratteristici dolci fritti di carnevale.

La tradizione però ha delle radici un po’ diverse, pare infatti che essa inizi nel 1162 durante l’epoca della Serenissima, e che fu il Doge Vitale Michieli ad istituire l’usanza del giovedì grasso ordinando l’uccisione in piazza San Marco di un toro e 12 maialini; in seguito venivano distribuite gratuitamente porzioni di carne anche ai più poveri che potevano così festeggiare anche loro il carnevale in abbondanza. Con il passare del tempo la tradizione è mutata e alla carne di toro e di maiale si sono sostituiti i dolci tipici e “grassi” che si prepararno appositamente nel periodo carnevalesco.

Nella mia famiglia c’è la tradizione delle frittelle con le FRITTELLE CON IL SEMOLINO e con le FRITTELLE CON LA RICOTTA ma quest’anno ho provato a fare le chiacchiere e visto che non avevo una ricetta collaudata a cui appoggiarmi ho scelto di andare sul sicuro e di preparare le chiacchiere di carnevale con la ricetta del maestro Massari. Circola nel web già da un po’ ma io l’ho trovata QUI completa di spiegazioni del maestro sulla scelta degli ingredienti, sul procedimento per la preparazione dell’impasto e sulla frittura finale. E naturalmente seguendo i consigli del maestro ho ottenuto delle chiacchiere di carnevale che sono un’opera d’arte: croccanti, sottilissime, non unte e buonissime. provare per credere….

CHIACCHIERE DI CARNEVALE del maestro Massari

Ingredienti:

  • 400 gr di farina di manitoba
  • 100 gr di farina 00
  • 60 gr di zucchero semolato
  • 60 gr di burro morbido
  • 175 gr di uova (circa 3)
  • 50 gr di marsala
  • la scorsa grattugiata di 1 limone
  • 5 gr di sale fino
  • Olio di arachide per friggere

Prepariamo l’impasto mettendo la farina setacciata sul piano di lavoro o in una ciotola larga e capiente, praticate un buco nella parte centrale ed unite lo zucchero e il burro morbido a pezzetti; in una ciotola a parte sbattete le uova con il sale, unite il marsala e la scorza di limone grattugiata molto finemente.

Versate il composto liquido nella ciotola con le polveri e impastate il tutto, appena si sarà amalgamato un poco passate sulla spianatoia, lavorate l’impasto per bene fino ad ottenere una palla liscia ed omogenea; ora trasferite il composto in una ciotola, copritelo con della pellicola e lasciatelo riposare per almeno un’oretta.

Trascorso il tempo riprendete l’impasto, prelevatene un pezzetto e tiratelo a sfoglia molto sottile , io uso la stessa macchinetta con cui preparo la pasta resca all’uovo, ma se voi siete in grado fatelo pure con il mattarello.

Dalla sfoglia ottenuta ricavate dei rettangoli ritagliandoli con l’apposita rotella, incideteli al centro con due piccoli tagli così da evitare che diventino un’unica grande bolla e poi friggeteli immediatamente immergendoli per pochi secondi in olio di arachide bollente (circa 175°/180°) quando saranno leggermente dorati toglieteli dall’olio e poggiateli sopra a della carta assorbente da cucina, poi trasferiteli sul piatto da portata e spolverateli di zucchero a velo. Mi raccomando, lavorate poco impasto per volta e friggetelo subito in modo da far si che non si secchi.

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